Sopra il pentagramma
Non c’è Natale che tenga! La moratoria sulla pena di morte, voto Onu, è stata presentata come se da oggi il mondo avesse abolito la pena capitale. Dopo la risoluzione in Iran hanno eseguito quattro impiccagioni. Abbiamo ben capito: i mezzi d’informazione, continuano a prenderci in giro. La risoluzione è un bruscolino in un mare di esecuzioni che per i prossimi duemila anni continueranno senza interruzione. Nel mondo continuano le esecuzioni capitali, a Saronno proseguono a buon ritmo le spartizioni tra partiti. An, Fi, Udc: nessuno si salva. L’ultima è il posto di AU-Amministratore Unico a Giacomo Palumbo. AU di cosa? Non importa purché spartizione sia. “Azzardo” la “previsione”: venerdì 21 dicembre, sarà eletto Palumbo AU della Saronno Servizi Sportiva srl. Perché? Perché si deve dare un posto all’Udc. E’ utile? No! Gestirà l’intera piscina? Figuriamoci! Sarà una carica a pagamento: Forza Italia ha proposto 700,00 euro al mese. Mi domando: perché alla mia età continuo ad incazzarmi per questi fatti? Fino ad oggi (giovedì) dirige, senza compenso, Riccardo Rota. Secondo punto:
Antonella Colmegna, dopo che non è diventata assessore, è la nuova direttrice delle scuole materne. Non ne conosco il compenso. Mi è invece noto che sia ancora membro del Consiglio di Amministrazione delle stesse scuole e che sia membro del direttivo di Forza Italia. Niente di male, ovviamente, è Natale! E’ provato: “Si stava meglio quando si stava peggio”.
Due cose mi hanno rallegrato questo fine anno. Una è la lettera di don Maurizio Rolla. Chiunque può essere credente o meno, ma nel leggere si sente che non c’è retorica ma sostanza. Grazie Don, di essere venuto a Saronno!
La seconda riguarda “Una mano alla vita”. L’associazione presta assistenza domiciliare ai malati terminali di cancro.
Il malato non solo come caso clinico, ma anche come persona con problemi psicologici e sociali. L’obiettivo: far sì che il malato possa rimanere a casa, tra i suoi affetti, e vivere nel modo più dignitoso possibile l’ultima parte del suo cammino. Il Presidente, Piergiorgio Molinari, mi ha scritto: “Viviamo in una società del fare e, nei confronti dei malati terminali, molto di questo fare è spesso inutile se non persino dannoso e doloroso. Noi vogliamo sostituire la cultura del fare con quella dell’assistere. Assistere deriva dal latino Ad sistere cioè stare seduti vicino a. Ecco, noi prendiamo lo sgabellino e ci sediamo vicino al malato, gli facciamo sentire che non lo abbandoniamo, che non lo lasceremo solo: per una persona che vede riconosciuta la propria dignità, circondata di attenzioni e d’amore, il passaggio sarà più sereno e più lieve. Ti mando una poesia che a te, quadrato e pratico, forse non dirà niente, a me rasserena molto”.
Quelli che sono morti non sono mai partiti: sono nell’Ombra che si dirada e nell’Ombra che s’ispessisce. I Morti non sono sotto la Terra: sono nell’ Albero che freme, sono nel Bosco che geme, sono nell’Acqua che scorre, sono nell’ Acqua che dorme, sono nella Capanna, sono in mezzo alla Folla: i Morti non sono morti.
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