n. 1 - Parleremo arabo?
n. 2 - Le quattro colonne su cui poggiamo
n. 3 - Linea del Piave o castrazione
n. 4 - Veronica non mi interessa
n. 5 - Meglio darsi una mossa
n. 6 - Momento molto difficile
n. 7 - Marco Reguzzoni for President
n. 8 - La Paranza - Doctor House-Traditori e Disertori della vanga
n. 9 - Potremmo essere la terza Città in Lombardia
n. 10 - Ci siamo sbilanciati
n. 11 - Titanic
n. 12 - Cavalleria Rusticana
n. 13 - Quando un attimo ti riempie una giornata
n. 14 - Corvo rosso non avrai il mio scalpo
n. 15 - Il barone rosso atterra sulla luna
n. 16 - La telefonata del Direttore dott. Roberto Ferrario
n. 17 - La vittoria ha cento padri, la sconfitta è orfana
n. 18 - Come non farsi fregare dal riceviamo e pubblichiamo
n. 19 - L’interesse nel conflitto
n. 20 - I Cavalieri Templari
n. 21 - Marchese de Sade le sue ossessioni, i suoi fantasmi
n. 22 - Il Compagno G le brigate rosse la bicicastrazione
n. 23 - Se non sai quando fermarti
n. 24 - Ogni limite ha una pazienza
n. 25 - Chi è il padrone?
n. 27 - Notizia dell’ultima ora:Da 18.000 anni i ghiacciai si stanno sciogliendo
n. 28 - Sveglio come un Grillo?
n. 29 - Ieri ... 29 Settembre Equipe 84
n. 30 - Monaci Birmani, Bandiere della pace, e Dilettanti allo sbaraglio
n. 31 - Io speriamo che me la cavo - Politica di tipo Rem
n. 32 - Questa di Marinella è la storia vera
n. 33 - Arrostito a fuoco lento
n. 34 - Peperoncino è vita
n. 35 - Miss Peperoncino:vergognarsi è troppo poco
n. 36 - Mentore? No. Caimano
n. 37 - Tratto dall’ultimo album di Roberto Vecchioni:MOND LADER (mondo ladro)
n. 38 - Caccia a Ottobre Rosso
n. 39 - Un Natale coerente
n. 40 - Sopra il pentagramma
Settimanale di informazione
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L'EDITORIALE DEL DIRETTORE 2007

Sopra il pentagramma


Non c’è Natale che tenga! La moratoria sulla pena di morte, voto Onu, è stata presentata come se da oggi il mondo avesse abolito la pena capitale. Dopo la risoluzione in Iran hanno eseguito quattro impiccagioni. Abbiamo ben capito: i mezzi d’informazione, continuano a prenderci in giro. La risoluzione è un bruscolino in un mare di esecuzioni che per i prossimi duemila anni continueranno senza interruzione. Nel mondo continuano le esecuzioni capitali, a Saronno proseguono a buon ritmo le spartizioni tra partiti. An, Fi, Udc: nessuno si salva. L’ultima è il posto di AU-Amministratore Unico a Giacomo Palumbo. AU di cosa? Non importa purché spartizione sia. “Azzardo” la “previsione”: venerdì 21 dicembre, sarà eletto Palumbo AU della Saronno Servizi Sportiva srl. Perché? Perché si deve dare un posto all’Udc. E’ utile? No! Gestirà l’intera piscina? Figuriamoci! Sarà una carica a pagamento: Forza Italia ha proposto 700,00 euro al mese. Mi domando: perché alla mia età continuo ad incazzarmi per questi fatti? Fino ad oggi (giovedì) dirige, senza compenso, Riccardo Rota. Secondo punto: Antonella Colmegna, dopo che non è diventata assessore, è la nuova direttrice delle scuole materne. Non ne conosco il compenso. Mi è invece noto che sia ancora membro del Consiglio di Amministrazione delle stesse scuole e che sia membro del direttivo di Forza Italia. Niente di male, ovviamente, è Natale! E’ provato: “Si stava meglio quando si stava peggio”. Due cose mi hanno rallegrato questo fine anno. Una è la lettera di don Maurizio Rolla. Chiunque può essere credente o meno, ma nel leggere si sente che non c’è retorica ma sostanza. Grazie Don, di essere venuto a Saronno! La seconda riguarda “Una mano alla vita”. L’associazione presta assistenza domiciliare ai malati terminali di cancro. Il malato non solo come caso clinico, ma anche come persona con problemi psicologici e sociali. L’obiettivo: far sì che il malato possa rimanere a casa, tra i suoi affetti, e vivere nel modo più dignitoso possibile l’ultima parte del suo cammino. Il Presidente, Piergiorgio Molinari, mi ha scritto: “Viviamo in una società del fare e, nei confronti dei malati terminali, molto di questo fare è spesso inutile se non persino dannoso e doloroso. Noi vogliamo sostituire la cultura del fare con quella dell’assistere. Assistere deriva dal latino Ad sistere cioè stare seduti vicino a. Ecco, noi prendiamo lo sgabellino e ci sediamo vicino al malato, gli facciamo sentire che non lo abbandoniamo, che non lo lasceremo solo: per una persona che vede riconosciuta la propria dignità, circondata di attenzioni e d’amore, il passaggio sarà più sereno e più lieve. Ti mando una poesia che a te, quadrato e pratico, forse non dirà niente, a me rasserena molto”. Quelli che sono morti non sono mai partiti: sono nell’Ombra che si dirada e nell’Ombra che s’ispessisce. I Morti non sono sotto la Terra: sono nell’ Albero che freme, sono nel Bosco che geme, sono nell’Acqua che scorre, sono nell’ Acqua che dorme, sono nella Capanna, sono in mezzo alla Folla: i Morti non sono morti.

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